M A I N O L F I


- SCRITTI DI LUIGI MAINOLFI-




... niente di simile era mai accaduto. Benché il suono fosse appena percettibile, le cose della terra si mossero e gli alati fuggirono atterriti...

Luigi Mainolfi 1979

Da Storie della Campana in L. Mainolfi, Scultura, Ed. Nuovi Strumenti, Brescia 1979

 

 

... il paese sorgeva tra le braccia di orco in uno stagno. Il petto di Orco (le colline e le gesine) si perdeva all'infinito dove forti vegetazioni mostravano o adornavano il sesso di Elefantessa rigata da tortuosi e placidi fiumi verdi. Era una Enorme Scultura che si stagliava nel cielo rosso (selenio all'alba e pompeiano di sera) scosso da un pullulare di forme.
Percepivo il respiro di Terra e mi avvolgevo nei soffi dei Vulcani di rugiada e di fuoco.

Luigi Mainolfi 1982

 

...quello che faccio adesso nasce dalla "Campana" Con essa volevo raccont..., parlare di Zeusi, incominciare come una storia ed i primi giorni rispettai questa idea. Dopo mi accorsi (lavoravo 12, 13 ore al giorno) che la terra, l'argilla mi chiedeva o richiedeva un'altra cosa, un intervento diretto su di essa, (l'impostazione, anzi la struttura iniziale rimase la stessa: 9 cerchi concentrici con l'ampiezza minima di un metro e mezzo e la massima di tre metri di diametro) mi portava dentro.
L'albero, l'aquila, il leone, la scienza e la magia, il pittore, la campagna... e il volo si mescolarono
e presto terminai (un anno), e formai questa prima parte di gesso.
Avevo finito la faccia, la buccia!
Nel periodo che seguì aprii un buco alla base ed entrai dentro. Subito scorsi il buio, aspettai, mi abituai presto
e trovai una volta, una stanza senza angoli, una unica parete bianca e calda e la graffiai e la incisi e me ne stavo lì correndola in blu, rosso, in grigio, nero (giallo),
era il fuoco, toccavo il segno ad occhi chiusi e sbavavo. Nascosto in questa caverna, più grande di Piazza Castello scoprii un Orco su un albero altissimo di fagioli ed Elefantessa sdraiata, rigata da spume di fiumi e di vegetazioni.
Infuocai l'esterno di vento rosso, le masse, (respiro)
un gonfiarsi della materia, esplosero e mi prese e non posso più staccarmene: la "scultura"

Luigi Mainolfi 1983

da Luigi Mainolfi - Scultura
Ed. Nuovi Strumenti Brescia 1983

 

... a volte mi sfuggono le parti della terra durante il volo, i particolari si sfumano per la lontananza e non riesco a vedere bene.
Sovente mi avvicino e distinguo le foreste, le acque, il ruggire di un vulcano che sputa vita nella storia.
L'arte delle terre.
Percepisco il respiro delle montagne dove l'uomo ha trovato sempre, nella sua pelle, una caverna in cui pensare e sognare... e mi avvolgo nella scultura dell'aria e mi lascio andare. Mi lascio andare nei venti, nel mare e nel fuoco dell'arte...

Luigi Mainolfi 1987