M A I N O L F I


CAMPANE E CAMPANACCI, 1987
bronzo e terracotta, 105 x 120 x 55 cm 
CAMPANACCI, 1988
legno e terracotta, 109 x 101 x 64 cm 

Il 1987 è certamente un anno di instancabile prolificità per l'artista. Accanto alle superfici in terracotta dipinta della serie dei Pacifici, intrapresa l'anno precedente, agli sviluppi spaziali e monumentali in bronzo ed in terracotta sul tema delle Città (v. schede precedenti), Mainolfi lavora a nuove formulazioni concettuali su queste opere, di rilievo solo apparentemente meno impegnativo rispetto alle altre.
Nasce nel pensiero dell'artista il tema del suono - già immaginabile, o forse immaginato, persino nei Batacchi, sempre del '79 - che esploderà in maniera incisiva con le opere della personale dal titolo «Rumori», presentata da Tucci. Russo nel 1989, e di quella intitolata «Suoni», realizzata nel 1992 presso lo stesso gallerista (ma non nello stesso spazio). Dopo l'esperienza di Piano e forte (1987) nasce la sequenza di Campane e campanacci, una serie articolata; essa comprende almeno Tavolo delle cozze (1987); Campana e campanacci (1988) (v.); Campanacci (v.) (1988; esistono due versioni dell'opera).
Di rilievo appare, nell'impostazione di tutto questo gruppo di opere, l'utilizzazione del tavolo come medium d'appoggio delle proprie invenzioni. Il tema del tavolo non è nuovo all'attenzione delle ricerche d'avanguardia dagli anni Sessanta in avanti: compare, con taglio minimalista, nell'opera di Piacentino (Metalloid Brown-Purple Big Table Sculpture; G.C.A.M.C., Torino); nel lavoro di Merz, con funzione spaziale-concettuale, nonché con richiami antropologici (È possibile avere uno spazio con tavoli per 88 persone così come è possibile avere uno spazio con tavoli per nessuno, 1973); o nel lavoro di Fabro ( 1975; 1980).
Nel riappropriarsi del tavolo, Mainolfi sceglie dunque una forma nota ma con un intervento che ha il valore di una firma personale: pur essendo qui solo l'equivalente del concetto di base, i suoi tavoli appaiono lavorati su tutta la superficie, con un chiaro richiamo al lavoro condotto sul tema della Città ed ancora alle Pelli di serpente, che sono coeve. Si direbbe così che tutte queste opere si situino sulla linea di congiunzione di temi antichi e moderni: esiti dei Paesaggi, Sonagli, Suoni, ecc..


Riccardo Passoni